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La storia di Guglielmo Tell

Nel tredicesimo secolo, gli abitanti dei Waldstetten erano sotto la protezione e sorveglianza dell´imperatore tedesco che aveva l´abitudine di mandar a loro a volte il suo balivo per giudicare e riscuotere le imposte imperiali. Verso la fine del secolo, i duchi di Habsburgo-Austria tentarono di riunire i Waldstetten ai loro poderi. Quando Alberto di Austria fu eletto imperatore ci mandò i suoi propri governatori austriaci. Questo fatto provocò la resistenza e l´ira dei contadini E in questi rapporti che bisogna considerare la storia di Guglielmo Tell.

Ghessler, il balivo austriaco, aveva ben voglia di sapere ciò che la gente pensava della sua carica. Quindi fece issare, nella grande piazza di Altdorf, un cappello su una pertica. Ordinò che ognuno passandoci davanti debba rendere omaggio al suo cappello e salutar-lo con rispetto.

Un giorno, Guglielmo Tell di Bürglen, accompagnato da suo figlio Gualtiero, passa davanti al cappello senza salutarlo. Tell viene arrestato subito e confrontato a Ghessler, che gli domanda, perchè non aveva ubbidito al suo ordine. La risposta di Tell è assai vaga.  Ghessler non è soddisfatto e gli dice: „Tell, sei un famoso balestriere, eccoti la tua punizione: abbatterai una mela dalla testa di tuo figlio.“   Il povero Tell spaventato offre la sua propria vita al balivo per evitare ad ogni prezzo, che la vita di suo figlio sia arrischiata. Il tiranno Ghessler decide: „Se tu, Tell, rifiuti o manchi il tiro, tutti i due, tu e tuo figlio, dovrete morire.“ Tell non ha più nessuna scelta, mira la mela e la freccia la colpisce in centro spaccandola. Il popolo non sopprime la sua simpatia per Tell ed applaudisce freneticamente il suo perfetto colpo. Intanto Ghessler si è  accorto che Tell aveva nascosto un´altra  freccia nella faretra. Ghessler gliene domanda il motivo. Tell risponde evasivamente, che fosse un uso dei balestrieri. Ghessler non ne è convinto.

Promette a Tell di risparmiargli la vita se gli diceva la verità. Ora Tell dice francamente: „Se avessi mancato la mela e ucciso mio figlio con la prima freccia, con la seconda avrei colpito di certo il tuo cuore!“ A questa  risposta  ardita, il balivo, violando la sua promessa, dà l´ordine di portare Tell nella prigione del suo castello fortezza presso Küssnacht: là vegeterà per il resto della sua vita.

Ghessler, accompagnato dai suoi sbirri, s´imbarca a Flüelen per Küssnacht. Però, poco tempo dopo un temporale terribile va imperversare e la barca quasi affonda. I rematori impalliditissimi dicono a Ghessler, che solo Tell, tanto bravo navigatore quanto balestriere perfetto, poteva salvarli. Il balivo da retta ai suoi  campagni e fa slegare Tell, che si mette al timone. Tell dirige la barca verso la riva dall´Axen. Quando è assai vicino, afferra la balestra e slanciandosi su una roccia piatta respinge con un forte calcio la barca nelle acque agitate.

Tell attraversa in fretta le montagne e le colline e si rende al „Hohle Gasse“ (vicolo incavato) presso Küssnacht, dove sta in agguato del tiranno. Ghessler, scampato or ora dalla tempesta, arriva a cavallo. Tell lo uccide con la seconda freccia di cui non aveva bisogno a Altdorf.

La notizia dell´atto eroico di Guglielmo Tell si diffonde subito nei Waldstetten e conferma il popolo della regione nella sua volontà decisa di acquistare l´indipendenza e la libertà.

 

 

MUSEO DI TELL